mercoledì 15 agosto 2012

lunedì 23 luglio 2012

Quelle illecite pulsioni...



La connotazione “felice ma non troppo” dello stupendo litorale Maremmano alle prese – come lo sono poi tutti i territori bagnati dal mare nel nostro Paese – con alcune illecite pulsioni rivolte a far di tutto una “colata di cemento”.

sabato 14 luglio 2012

Una scelta saggia? Intelligente?



Ponti, raccordi, svincoli, autostrade, palazzoni multilivello; questa la connotazione prevalente del nostro scenario di vita odierno. Il risultato di oltre 100 anni di colate di cemento selvagge che non hanno fatto altro che soffocare un territorio che al contrario necessitava rispetto ed attenzioni costanti poiché frutto principe di quella volonta “superiore” cui tutti noi dobbiamo attenerci. E gli effetti infelici di tali deleteri interventi invasivi sulle nostre terre non si sono fatti attendere mediante quello sconvolgimento imprevedibile di clima e stagioni che ha poi fatto migliaia di vittime in tutto il mondo sovvertendo il quieto, consolidato alternarsi delle variazioni climatiche. Non esistono più stagioni intermedie così come abbiamo detto addio da tempo a primavera ed autunno in favore di una secca scansione estate/inverno che tutto ha alterato mettendo a dura prova il nostro sistema immunitario. E per tutto quanto attiene il comparto “estetico/strutturale” delle nostre maggiori città metropolitane? Davvero l’innesto su di un territorio dall’andamento “morbido”, fatto di dolci declivi e di promontori dall’andamento morfologico tondeggiante quali sono le nostre colline, di orridi cubi di cemento e calcestruzzo (gli edifici multipiano) che vanno così ad alterare ed a mortificare un disegno originario che voleva il paesaggio in veste di fonte di rilassamento spirituale verso tutto ciò che è incline al bello, è stata dunque un operazione matura? Una scelta saggia? Intelligente? O è ed è stato soltanto il rozzo prevalere di squallidi interessi finanziari e malavitosi che hanno alterato – in negativo – il tenore estetico dei nostri habitats di vita depauperandoli di un elemento imprescindibile ovverosìa quella originaria propensione al bello, all’armonioso ed al ben fatto cui la natura per innumerevoli secoli aveva abituato i propri fruitori : noi stessi?

mercoledì 4 luglio 2012

QUEL CONFLITTO CITTA'/CAMPAGNA.....



Preoccupanti appaiono le connotazioni paesaggistiche ed estetiche dei nostri maggiori centri urbani; di quelle orride megalopoli che all’interno del nostro paese coabitano con aree rurali sempre più martoriate da quell’incalzare della cementificazione che tutto fagocita in un crescendo tale da ridurre ad una dimensione irreale e spettrale i nostri habitats di vita.Contrariamente da quanto affermato dai nostri esponenti di Governo, potenziare e dare un impulso alla crescità delle infrastrutture viarie ed autostradali, con il loro non certo esaltante corollario di antiestetici ponti, raccordi, svincoli e sopraelevate cittadine non rappresenta un obiettivo credibile e maturo per salvaguardare quella "tenuta" estetica e strutturale a "misura d'uomo" che tanti componenti le nostre comunità rivendicano a gran voce...c'è al contrario necessità di microinterventi non invasivi sul territorio tali da garantire sì la "nitidezza" dei tracciati ma al contempo - ed è questo un tema di strettissima attualità - la priorità è quella che dette installazioni rispettino sempre e rigorosamente la perfetta e più serena equazione uomo-territorio con una attenzione specifica a tutti quei deleteri effetti che una non oculata strategìa infrastrutturale riversa sulle personalità (e sono moltissime) meno adatte a sopportare quel tanto di "soffocante" che dette infrastrutture suggeriscono. Ecco in definitiva il quadro, non certo felice, di un equazione che non riesce a restituire al nostro habitat primario quella dimensione "prevalente" cui i nostri - invero fortunati avi - facevano riferimento; in realtà quello che al giorno d'oggi viene chiamato "progresso" rappresenta una mediocre involuzione ed un depauperamento di cio che a livello ambientale ci era stato elargito. E che gli interessi di molti hanno irrimediabilmente compromesso.